Immagini Recluse

Come ogni Sabato al San Pedro...

Cantiamo con le voci del CHACO

Come ogni Sabato al San Pedro...

.....e ci Perdiamo nei nostri Pensieri!

Parco Zologico di Mallassa (LA PAZ)

La visita al Parco Zologico con i Bambini del San Pedro

12 Aprile Dìa del Niño

Un giorno di FESTA al Centro Edcuativo Alegrìa

5x100 a laboratorio solidale

Dona il tuo 5x1000

sabato 25 agosto 2012

Volontariato ai Domicialiari

Il San Pedro ci racconta delle storie davvero incredibili....
...e non solo riguardo ai detenuti, ma anche dei volontari che con molta fatica ogni giorno regalano il loro piccolo apporto, positività e risorse alla popolazione carceraria.
Questa volta vi racconterò della Prof. Helena, una maestra di primaria, boliviana, che da anni collabora con le istituzioni locali per migliorare le relazioni tra la scuola dove lavora e il Penal de San Pedro. Una donna instancabile, già verso i 60, il cui sostegno alle famiglie ed ai minori del Carcere è fondamentale per l'educazione formale dei bambini stessi. Un'amorevole nonnetta, diremo noi, che volontariamente e quotidianamente mette le sue energie a disposizione di chi non ha diritti, di chi non ha davvero nulla se non, a volte, la bontà e il sacrificio di questa donna.
Ebbene due settimane fa, mentre si accingeva ad entrare nel Penal, la Prof. Helena, sente una donna che la chiama, si volta ....
"Professora, potrebbe portare queste medicine a mio marito? vive nella Sezione Pinos, altrimenti dovrei fare una fila immensa..."
La prof., sempre disponibile, come suo solito accetta di effettuare il servizio ed entra a farsi perquisire dal servizio di vigilanza. La Prof. è una persona piuttosto conosciuta anche dalla polizia del Penale, ma sfortunatamente hanno da poco cambiato il personale addetto alla sorveglianza, Helena si trova davanti ufficiali sconosciuti che la controllano minuziosamente e, senza nessuna difficoltà, incontrano il Blister con le medicine dategli dalla donna in fila al cancello. Le "Medicine" risulteranno essere pastiglie di droga inserite in un normale blister da medicinale, tipo quello dell'aspirina, per intenderci....
Lo stupore della profesora la lascia senza parole, la povera donna cerca con lo sguardo la "signora" che le ha dato le medicine, ma lei è scomparsa. Trionfalmente Helena viene scortata presso l'ufficiale addetto alla sicurezza, come se fosse una narco-trafficante da Film. Orgogliosi dell'arresto appena concluso e sicuri di aver assicurato alla Giustizia una feroce criminale, i poliziotti chiamano alla radio la sezione dei colleghi della FELCN, ovvero la Narcotici, che la prelevano per lasciarla in una cella 5 giorni! prima di concerderle i Domiciliari sotto pagamento di una cauzione di 15000 boliviani, quasi 1700 euro, una quota spropositata per una docente delle elementari!
Ora immaginatevi la frustrazione e l'amarezza di Helena che ha servito le istituzioni della sua città e del suo paese volontariamente per anni! immaginatevi il dolore e la tristezza di ricevere un trattamento da criminale comune dopo aver lavorato gratis e riempito le immense lacune dello stato sociale boliviano! Immaginate il suo cuore che non potrà più colmarsi della gioia di aiutare i bambini di questo carcere infernale e immaginatevi i bambini stessi per perderanno una "nonna" che è spesso la unica persona che si fa in quattro per loro!
mentre vi immaginate tutto questo pensate anche che ogni giorno la Polizia Boliviana, addetta alla "Sicurezza" del Carcere, riceve migliaia di dollari in mazzette per chiudere un occhio (anzi tutti e due) sulle decine di litri di alchool e i Kilogrammi di cocaina, Pasta Base e altre droghe, medicinali di contrabbando, Telefoni, Televisori, apparecchaiture Audio-Video, Armi e qualsiasi altra porcheria legale o illegale vi venga in mente. Il San Pedro è un Paradiso per molti versi e per i corrotti è anche una importante fonte di reddito. Si specula su tutto, dalle persone in Ingresso-Uscita, alle cose......ma questa storia ve la racconterò un'altra volta.
Ora mando un affettuoso saluto alla cara Prof. Helena.
Muchas Suertes

lunedì 12 marzo 2012

5x1000 Laboratorio Solidale

Pronta la campagna 2012 per donare il 5x1000 a Laboratorio Solidale....
...in anteprima il volantino che avrete il piacere di distribuire

mercoledì 29 febbraio 2012

L'uso Politico della IN-Giustizia

Foto di Giovanni Cobianchi 2012
La Giustizia, La Giustizia Politica, L’uso Politico della Giustizia…. Noi italiani siamo più che abituati ad ascoltare queste parole, le leggiamo stancamente da anni sui giornali, a molti di noi è persino venuto il dubbio che esistessero i Magistrati “Rossi” e che la Mummia di Lenin potesse tornare alla vita come nella famosa pellicola Holliwoodiana e sommergere l’Europa e il Mondo nell’ombra della dittatura…. Con Il tempo abbiamo imparato che l’unica vera mummia italiana è Berlusconi e la classe politica che ha generato in un nuovo “ventennio” di infausta memoria, ma senza rendercene conto, senza render ci conto presi come siamo dalla nostra quotidianità, in molti paesi la latitanza della Giustizia è per alcuni un vero incubo. La Bolivia è uno di questi paesi. In altre occasioni abbiamo già parlato dello strambo sistema giudiziario boliviano che prevede termini di carcere preventivo assurdi: 36 mesi, nei quali, in una sorta di giustizia al contrario, è la Difesa dell’imputato che deve produrre le prove necessarie alla cessazione della detenzione in attesa di giudizio e lo Stato, ad ogni modo, se dopo i canonici 36 mesi non ha raggiunto il livello necessario nelle investigazioni per incriminarti può continuare a tenerti in manette e se va bene ti manda a casa con una pacca sulle spalle, pacca sprovvista comunque delle “scuse” per averti rovinato la vita per anni….. ….e vivere in un carcere boliviano per qualche tempo, la vita te la rovina davvero, parola di chi ne ha conosciuto un po’ le dinamiche! Ieri ho conosciuto per la prima volta una aula di tribunale, un amico, prigioniero “politico” da circa 40 mesi, prelevato da casa sua, incappucciato, malmenato, minacciato e costretto a firmare una dichiarazione di colpevolezza sotto la minaccia di vedere la propria famiglia matada! Il giorno prima del suo arresto, la sua unica colpa fu quella di partecipare ad una manifestazione sindacale contro l’Agenzia nazionale boliviana per i giacimenti petroliferi (YFTB), una diatriba tra il governo e l’Oriente boliviano, vecchia di decenni, poiché i dipartimenti del sud-oriente vorrebbero ricevere maggiori “introiti” dalle estrazioni di greggio, visto che è loro la terra che rende prospero lo Stato. Nella notte fu fatto esplodere un gasdotto di 800km da cui la Bolivia esporta il greggio fino in Argentina; iniziò una polemica e la necessità di trovare dei colpevoli, furono arrestate 5 persone tra cui il nostro amico Josè Vaca. Nei 40 mesi successivi la magistratura boliviana non ha addotto nessuna prova, non ne ha bisogno, non ne vede la necessità, anche perché non ne ha…. ….ma non ha importanza, José è un chaceño, di Villamontes, un Terrorista, un terrorista sui generis, diremmo noi che da quando lo conosciamo lo sentiamo parlare solo della bellezza di condividere una tavola imbandita di ogni bene, possibilmente carne alla brace e casse di vino, un uomo che ama amare, amare le donne in particolare, un cantante con una voce possente che sopravvive nel carcere pensando alle feste e ai balli della sua terra. Un uomo che comunica vita, incriminato di aver dato la morte. Un manifestante incriminato dal partito degli ex-estremisti del Movimento al Socialismo (MAS) del sindacalista Evo Morales, oggi presidente boliviano. Un chaceño di una area socio-politicamente minoritaria del Paese, incriminato da coloro che promuovono i diritti costituzionali delle comunità minoritarie (indios)… ….es decir….la memoria storica di ogni paese è piuttosto corta, lo sappiamo noi italiani prima di tutti.

mercoledì 22 febbraio 2012

Talleres con la Fundaciòn Simón I. Patiño


Si è aperta oggi la nuova stagione di collaborazione con la fondazione Simon Patino di La Paz. I laboratori per i nostri bambini del San Pedro,  sono sempre molto interessanti, guidati da un’ottima professionista, la dott.ssa Susy Soto e ricchi di spunti  anche per gli educatori del centro Alegrìa. I bambini partecipano con attenzione alle attività proposte, laboratori di disegno creativo, lettura e comprensione testuale, il tutto facilitato secondo un metodo moderno basato sul lavoro e l’interazione di gruppo….insomma nulla a che vedere con le attività dell’educazione formale, quella boliviana in particolare, ancora troppo legata alle lezioni frontali e a dinamiche educative desuete che, anche per i più teneri d’età, che lascia troppo spesso che la noia detti le regole della giornata, così come ci riportano i nostri bambini quasi ogni giorno!
E allora anche se per le tasche “associative” questi cicli presso la fondazione costano un piccolo surplus per il trasporto dei bambini carcere-fondazione, mattina e pomeriggio, siamo comunque orgogliosi di garantire momenti formativi  come questi, che oramai fanno parte integrante della nostra programmazione eduicativa annuale…..bene così

sabato 18 febbraio 2012

Cuentos Raros

Foto di Pietro Paolini
È bello mescolare ricordi e fantasia, racconti e immaginario, finzione e realtà. Quando ascolto i nostri educatori nelle consuete riunioni del Venerdì, capita che mi perda nel mondo di “racconti” che loro stessi insinuano nella mia mente attraverso il vissuto quotidiano del lavoro che portano avanti con tanta passione…

Papà me lo diceva sempre, “tieni sempre per mano tua sorella”. Mi fissava con quel suo sguardo infiammato di di alchol e pasta-base di coca, prima di accasciarsi di nuovo sul materasso a fumare la pipa. Che tipo il mio papà, a volte si perdeva per giorni nella cella con i suoi amici, che fracasso: grida, risate e quell’odore pungente che usciva dalla stagnola che si passavano! Io allora me ne andavo a correre coni miei amici nel patio di San Martin, la Sezione più grande del San Pedro; certo non potevo mai perdere di vista Anaya, mia sorella, chi lo avrebbe poi sentito il mio papà arrabbiato….però a volte mi piaceva sparire per un po’, correre all’impazzata tra gli stretti corridoi delle celle, ridere degli improperi che mi venivano lanciati come maledizioni dai Presos ciondolanti in qualche angolo appartato….libera, libera dal rancho da raccogliere ogni giorno per il mio papà troppo malato, libera dai quei panni sudici che ero costretta a lavare, libera dai pianti della mia sorellina. 
Le mie giornate passavano così e per un anno non sono andata nemmeno a scuola, poi un giorno una vecchia signora accompagnata da una amica più giovane e con uno strano accento, hanno detto che mici avrebbero portato, hanno parlato anche con papà, che all’inizio le ha mandate a quel paese, tipico, ma poi ho visto una cosa assai strana: mio padre si è alzato dal materasso e ha stretto la mano a entrambe! Il giorno dopo le due signore mi hanno regalato una divisa nuova nuova e una borsa con le cose che si usano a scuola, ricordo sempre con gioia e che al mio collegio avevano un patio molto grande, mi divertivo molto di più che nella sezione san martin, potevo correre fino allo sfinimento senza dover badare a mia sorella e la cosa spesso indispettiva i miei maestri che dovevano rincorrermi per acciuffarmi e riportarmi in classe. Il pomeriggio lo passavo al Kinder Alegrìa, la cosa bella e che stava proprio a San Martin, così tra una corsetta e l’altra facevo i compiti con l’Hermana Mari e dei giochi o disegni con José…. 


…”tienimi sempre per mano”… Tra Dicembre 2011 e Febbraio 2012 altre 3 minori hanno subito abusi nel Penal de San Pedro, in altri periodi siamo più “fortunati” ovvero non sappiamo realmente quanta violenza viene perpetrata sui minori dentro il carcere!

domenica 29 gennaio 2012

A Edmundo Jacinto Aquize Leon

Tiempo Recluido
Mascando horas,
fraccionando espacios
buscando oscuras claridades,
sufres, tomas y amas.
Gozas de la vida pero no de lo
que tu corazòn anhela.
Laten tus sentidos 
a ritmo del dolor.

Quanti di voi hanno mai immaginato  la Reclusione?
Quanti hanno sgranato gli occhi nel buio in preda all’incubo di vivere chiusi dentro un recinto di sbarre?
Io l’altro giorno ho provato ad immaginare, viceversa, i passi che ti portano a superare le sbarre e recuperare la libertà negata dopo tanti anni…e ho pianto.

Ho immaginato di ricevere la notizia della ”libertà” in 24 ore, ho sentito su di me gli sguardi dei compañeros, la gioia “triste” degli amici, i bisbigli di una coppia di disperati, logori e rinsecchiti, i loro commenti mentre si passano una pipa di pasta-base nascosti in un angolo buio: “Quel figlio di un cane esce”. Ho raggiunto il dormitorio dei “senza sezione” , che pena, mi rendo conto proprio ora che ho dormito per anni tra i rinnegati dei rinnegati…meglio così, almeno non ho dovuto sottostare alle prepotenze e alle violenze dei delegati di Sezione e dei loro scagnozzi. 
Il tempo si ferma mentre salgo la scalinata scassata del dormitorio, ogni scalino e lungo anni della mia vita, una vita passata per lo più tra queste mura fradicie di umidità dove non sono mai stato in silenzio, ho sempre fatto “domande” e questo, forse, ha rinchiuso la mia vita nella frustrazione delle risposte e nella violenza del potere che mi ha sbattuto dentro. Mi ricordo gli anni dell’adolescenza, passata dal fruttivendolo libanese di Buenos Aires che proprio per la mia curiosità sfacciata, mi chiamava Patchouli, come l’essenza araba che ha la capacità di insinuarsi dappertutto. 

Ho aperto la “borsa buona”, quella dove custodisco gelosamente i ricordi della mia vita, il mio libro di poesie, un cd di musica, i miei appunti, una foto. Dentro ci sono anche i vestiti che aspettavo di mettere da mesi, lavati e ben riposti per salutare con dignità questa fogna che chiamano carcere. A vivere, così come a morire, ci si va come Dio comanda, sarà per questo che in tutti quei film sulle carceri, chi sta per uscire si rade per bene, si doccia e si mette i vestiti buoni, penso…..mentre con tutta la calma possibile eseguo un certosino contropelo sul mio viso. Non posso fare a meno di sogghignare e quasi mi sgozzo, pensando che, nei film americani, per i criminali c’è sempre una bella stangona con mini e tacchi da capogiro che aspetta dall’altra parte, mentre stasera farò una bella entrata (o meglio uscita) nella Plaza San Pedro, completamente vuota e silenziosa…. 

Di solito le ultime ore prima di eventi della mia vita sono sempre state lunghissime, ma perso nei mei pensieri, non mi accorgo che il megafono, o chi dietro di lui, sta chiamando il mio nome! Raggiungo il patio centrale trascinando le mie cose raffazzonate alla buona, c’è un folto gruppo di amici, che sfidando l’oscurità del Penale di questa bagnata sera di Gennaio, mi aspettano per regalarmi un ultimo abbraccio da “recluso”. Felicità e paura iniziano una strana danza dentro la testa, fino al cuore, che batte per sfondare la cassa toracica, come a cercare anche lui la sua libertà….la libertà, un pezzo di carta, una pacca sulla spalla del tenente alla porta e un desiderio che riempie il silenzio e il vuoto di quella maledetta piazza: vivere

giovedì 5 gennaio 2012

Ricordi mescolati a caso!







lunedì 2 gennaio 2012

Brucia Leone, Brucia!

.Per te i prossimi mesi saranno una specie di lunga festa del Fuoco. Un periodo in cui dovrai alimentare regolarmente la fiamma che arde dentro di te, lo splendore die tuoi occhi e la lucentezza del tuo cuore. Sei pronto a dare tutto il calore e la luce possibile alla prossima fase del tuo progetto? Spero di si, Brucia Leone, Brucia!
Internazionale, Oroscopo


Quasi un anno fa, una fugace relazione web 2.0 , ovvero uno scambio di mail, aprì un orizzonte inesplorato oltre oceano; è strano come un paese possa frustrare i sogni di un ragazzo (l’Italia), è strano come quegli "enti" che dovrebbero coltivare i sogni di un cambio possibile, riescano a mortificare le idee e le "pratiche di cambiamento" che professano (ONG & Co.), fatto sta che una neo-associazione, o meglio una famiglia fattasi ONLUS decise di coltivare relazioni e sogni senza scopo di lucro con il sottoscritto e mi ritrovai proiettato dento un recinto penitenziario, fatto di abusi e sofferenze indicibili, ma soporatutto di umanità. Il Penal de San Pedro, sembra la sintesi delle idiozie umane, ma sopratutto dei suoi paradossi, perchè l’abbraccio di un privado de libertad si fa largo nel tuo corpo direttamente fino all’anima mentre il sorriso di un bambino, costretto a condividere la pena del padre è la definizione perfetta della parola Emozione.
Forse il fiume di emozioni che mi ha travolto in questo 2011 appena concluso è semplicemente la espressione congenita di congiunzioni astrologiche che fanno del sottoscritto un Leone, zodiacalmente parlando: si sa, siamo estremamente passionali e mi ricordo ancora, solo qualche tempo fa, la mia amata vicina di casa che confondeva il mio "fuoco" e l‘ impegno nel mio lavoro, con l’odio verso quiei carcerati che tento di appoggiare!
La passionalità, così pericolosamente vicina al baratro della frustrazione e della conseguente depressione ed è per questo che il più grande augurio che si possa fare a un Leone (e presto a La Paz se ne riuniranno due insieme!) è quello di rinverdire quotidianamente le proprie motivazioni per riaccendere quel fuoco esplosivo che mai si spegne!
La Paz, consuma anche le fiamme più calde, pur non avendo ossigeno; Il San Pedro divora le migliori intenzioni, per la lotta quotidiana che bisogna portare avanti con istitituzioni e persone che „remano contro“ nel desiderio cieco di vedere affondare il nostro „barcone solidario“…..
Tuttavia senza l’ansia di cambiare il mondo in 80 giorni, la forza delle relazioni positive che riusciremo a costruire, unita al desiderio di seguire reali pratiche partecipative con i nostri interlocutori, saranno necessariamente La llave del exito e una buona ricetta per rendere „sostenibile e Vivibile“ i nostri progetti. Pertanto come Leone mi faccio tanti auguri in questo 2012 appena iniziato, lo stesso alla mia musa ispiratrice, Leonessa implacabile, Suegra che si può solamente odiare amorevolmente.... con gli abbracci infiniti che ti regala; sprone e motivazione; sorella e socia di onirici obiettivi da raggiungere in questa realtà, così a portata di mano…..
.La prima stella a destra e poi, dritti, fino al mattino.
Feliz 2012 mi Barbaridad
Feliz 2012 e Buon cammino a tutti

venerdì 25 novembre 2011

Feria de los Artesanos del San Pedro (Immagini)

Anche questa settimana volge al termine e, come preannunciato, siamo stati nelle sale dela Prefectura di La Paz a raccogliere immagini e impressioni della prima Feria de Artesania degli internos del San Pedro.
Naturalmente la peculiarità dell'evento si respira appena entrati: una schiera di poliziotti che ciondolano negli angoli, incuranti degli ospiti e dei privados de libertad che dovrebbero vigilare; sfortunatamente la sala non è gremita, per lo più sporadici avventori che buttano un occhio ai banchetti che ospitano i prodotti artigianali, tutti realizzati a mano dai galeotti, ma noi siamo felici ugualmente: in città oggi il San Pedro non è solo Academia del Crimen, ma anche espressione di manualità esperte che gridano la loro esistenza con lamine di alluminio, scalpelli, legno e vernice, tela e cucito.










martedì 22 novembre 2011

Laboratorio Solidale y Los Artesanos del San Pedro


Il 21 Novembre, grazie all'impegno di Josè Vaca, Delegado della Associazione di Artigiani del Penale, nonchè compañero di lungo corso di Laboratorio Solidale, è nata una interessante iniziativa volta a promuovere la produzione artigianale dei privados de libertad del San Pedro. Come molti di voi sapranno, gli angusti spazi carcerari ospitano diverse officine in cui si lavorano metalli, legname, materiale di reciclo, che finiscono nella piazza antistante il Penale o in appositi banchetti come forma di autofinanziamento e reabilitazione sociale, dal momento che, data la latitanza delle istituzioni, gli internos cercano di autorganizzarsi anche per facilitare anche percorsi di crescita umana e professionale. Certo è che la realtà penitenziaria del San Pedro è conosciuta per lo più agli "addetti ai lavori" come "scuola di crimine" e proprio per questo vi segnaliamo con piacere che esiste una alternativa alla depressione, all'alcolismo e alla tossicodipendenza dietro le sbarre e si chiama Feria dell'artigianato del San Pedro, 21-26 Novembre 2011, Prefectura ciudadana, La Paz. Iniziativa che Laboratorio Solidale appoggia umanamente e materialmente e cercherà di renderne conto mediante immagini e parole di internos e volontari

sabato 12 novembre 2011

12/11/2011 una data da ricordare?

Soltanto ieri, il solito gruppo di "discapacidados" alle 11:00 festeggiava l'imminente fine del Mondo....magari!
Per Alcuni la Fine del Mondo potrebbe essere quasi una benedizione: alcuni di noi, in questo pianeta, preferirebbero, a ragione, morire per colpa di un bellissimo asteroide, piuttosto che aspettare un pezzo di pane che non arriva mai....
....ma come si dice, pensiamo positivo, cerchiamo di vedere i segnali di cambiamento che ci ispirano e spingono a fare meglio: Oggi uno dei personaggi più luridi del Dopoguerra italiano, lascia per sempre la scena politica di casa nostra, lasciando un marciume morale e sociale, prima ancora che economico, che forse segnerà per decenni la nostra storia. Ciao Berlusconi.
Eppure, dobbiamo Festeggiare? Festeggieranno i precari italiani che domani saranno ancora precari? Come è immaginabile nel nostro paese continueremo a pagare noi poveracci il rischio "default" e una Crisi che nemmeno comprendiamo, perchè ieri come oggi ci svegliamo la mattina, lavoriamo come animali, paghiamo le tasse e torniamo a casa con il nostro bagaglio di frustrazioni solo per scaricarle su altri "innocenti": mogli, mariti e figli che non capiscono perchè dobbiamo essere sempre così "incazzati"!
Allora, una volta per tutte, smettiamo di vivere incazzati le nostre giornate e rimbocchiamoci le maniche per modellare la società in cui viviamo così come l'abbiamo sognata....penso che la maggioranza di noi "poveracci" non sogna come Berlusconi o la sua cricca di mafiosi, pertanto una nuova "primavera" è semplicemente nelle nostre mani.

Per rimanere in tema di festeggimenti, anche il San Pedro ha detto la sua, oggi, salutando il compleanno della Sezione San Martin, la Sezione del Centro Educativo Alegrìa, così che la nostra consueta riunione del Sabato con gli Internos, ha dovuto fare i conti con il fracasso solito dei giorni di festa del Penal....musica a palla, alchol a fiumi, gritos y cantos....

d'altronde anche noi non siamo da meno, visto che il "piatto forte" delle nostre riunioni (oltre al mio buonissimo pollo al currydi oggi) sono le canzoni di Jose & Co.














lunedì 31 ottobre 2011

Samhain 2011....Boliviano

Per rischiare la morte il giorno dedicato ai "morti" non c'è niente di meglio di una bella gita fuori porta nello Yungas....
Dopo la consueta riunione del venerdì con l'equipe di lavoro del Centro Educativo, abbiamo deciso di campeggiare un paio di giorni nello Yungas (a pochi kilometri da La Paz) nella splendida cornice di Chulumani....o meglio in un pueblito sperduto sulla strada per Chulumani, dove si sarebbe svolto un festival di musica intitolato Samhain....
Un po nordico come nome, infattisi tratta di una festività di origine gaelica più adatta in un contesto come IrishPub che nella verdeggiante e piovosissima Chulumani, ai margini della foresta pluviale boliviana!
Inoltre siamo stati tutti ingannati da una amica che spacciò il pueblito come un ridente villaggio con castello spagnolo sulla via per Coroico (famosa località vicino la paz) e sapendo che la via per raggiungere Coroico è di facile percorrenza, nessuno questionò sul tema; infatti dovete sapere che quando ci si riunisce tra amici per decidere la destinazione di una escursione, bisogna sempre soffermarsi sull'aspetto "percorribilità e mezzi di trasporto" visto che alcune strade e alcuni "conducenti" fanno davvero paura. Lo Yungas è famoso per le sue strade sterrate minuscole dove passano tir e autobus nei due sensi di marcia; la pèù famosa è forse la carretera de la muerte, un vecchio cammino utilizzato dagli schiavi indios che oggi per fortuna è una via turistica da fare in bici, ma che fino a qualche anno fa seriva per trasportare legname dalla Selva a La Paz con giganteschi autocarri che si litigavano il percorso con comuni autobus....
le croci lungo la strada sono molte, non aggiungo altro!
....anzi aggiungiamo che la carretera per Chulumani non nha nulla da invidiare alla sua cugina più famosa quindi gustatevi le foto ese volete, per solidarietà, sentitevi male come è successo alla mia amica e collega Valentina, che ha avuto una vera crisi isterica, povera.

Ci si èmessa pure la sfortuna, visto che mentre Valentina annaspava nella sua crisi di nervi, l'autobus si ferma per lasciare strada ai mezzi di soccorso che recuperavano i resti dell'ennesimo furgoncino precipitato nel burrone che costeggia la nostra strada....

Ad ogni modo e accompagnati dallo stress, arriviamo a destinazione....

il pueblito è davvero minuscolo, l'Hostal che ospita l'evento non ha l'aria di un castello, se non per una torre a strapiombo sul fiume che si immerge nella foresta; siamo in una Hacienda spagnola con la sua casa padronale in pietra, il suo moderno padrone ci invita ad accamparci dove vogliamo e noi lo prendiamo alla lettera....piantiamo la tenda in cima alla piccola torre, da dove abbiamo una splendida visuale!
naturalmente questo significa essere derisi praticamente da tutti, ma il giorno seguenteavremmo avuto la nostra vendetta!
La torre ospita anche i resti di una specie di bar in legno e gozzovigliamo tutto il pomeriggio scattando foto,mangiando e riposando

La sera ci mescoliamo alla massa, un ultimo scatto.....

Al mattino, ci da il buongiorno una pioggia tipicamente tropicale....secchiate e secchiate che sommergono la tenda, ma a noi va bene perchè possiamo contare su di una abse in pietra....mentre ai nostri compagni d'avventura, accampati nel giardino preposto non rimane che fare un bel bagno di fango!
RIDE BENE CHI RIDE ULTIMO
hasta pronto

venerdì 14 ottobre 2011

Dura Lex sed LEX

Domenica in Bolivia si voterà per eleggere la magistratura dello stato; Domenica la Politica Boliviana si spartirà il potere giuridico di questo paese, poichè è ancora difficile poter affermare che, in Bolivia, potere legislativo e potere giuridico siano separati e indipendenti. Nonostante questo la "pregevole perla della settimana" è una scoperta che ho fatto proprio per le imminenti elezioni giuridiche, ovvero uno slancio di pregevole moralità pubblica che solo il terzo consumatore mondiale di bevande alcoliche poteva concepire: 48 ore prima delle elezioni, i cittadini sono obbligati per legge a non assumere,ne vendere bevande alcoliche per preparare la mente al difficile sforzo del diritto-dovere quale è una votazione popolare. Avete capito bene, per 48 ore tutti i locali nel fine settimana sono tenuti a chiudere i battenti perchè altrimenti il "tipico" boliviano potrebbe cadere nella tentazione di una birra, sbronzarsi e magari votare il candidato sbagliato, ossia il candidato dell'opposizione!
Dopotutto questo è il paese dove si vieta il consumo di alchool nelle occasioni di ritrovo pubbliche (concerti, manifestazioni popolari etc...), ma tipuoi "intascare" un grammetto di cocaina che tanto costa meno di una bottiglia di Rhum e comunque una bottiglia di Rhum costa sempre meno che una bella Bistecca di manzo alla griglia in un ristorante nemmeno tanto costoso!
Questo fine settimana pertanto me ne starò tranquillo a riposare a casa, magari guarderò un film con popcorn e coca-cola.....anzi no, da buon latino mi unirò al comune costume latino: fatta la legge scoperto l'inganno, mi unirò alle decine di feste casalinghe, preparate da tutti i buoni boliviani....
....perchè ad uscire si può rinunciare, ma a far festa no, sopratutto il weekend, pertanto se volete riposare, chiudete bene le finestre, perchè fuori stasera cisarà comunque una cacofonia di grida, canti e ballate da ubriaconi....
....dopotutto siamo ancora nel terzo paese al mondo per consumo di alchool e speriamo che l'ebrezza del vino ci farà dimenticare che i corrotti e i potenti spesso sono anche i più grandi ipocriti di questo bellissimo pianeta

mercoledì 14 settembre 2011

Non è un Paese per Vecchi

Perdonate la lunga assenza dal Blog, questo mese ha messo ha dura prova la resistenza di questo giovine volontario, alle prese con un paese, la Bolivia e un posto in particolare, il San Pedro, che riservano sorprese quotidiane emozionanti quanto faticose. In questa esperienza pensavo di essere immune allo stress, i volontari di Laboratorio Solidale,vivono in una sorta di Limbo da scoprire piacevolmente: i bambini del Centro Educativo, gli internos con cui scambiare chiacchierate, il Recinto carcerario da vivere ogni giorno, con le sue storie, i suoi intrighi, le risate e le lacrime.
I mesi tuttavia passano, i sorrisi diventano un bagaglio emotivo che occupa gran parte dello stomaco, mentre nel fegato si rielaborano i dolori e le sconfitte, le lacrime amare dei giorni storti; le ossa si appesantiscono mentre le gambe ti portano ogni mattina davanti al grande cancello di ingresso, l'entusiasmo è sempre alto, ma si fa avanti qualcosa di nuovo: l'esperienza.
L'esperienza della rielaborazione del Limbo-San Pedro,che ti fa comprendere la vera realtà di questo poso speciale,che ti ruba il cuore e il sonno e che non vuoi mollare!
Allora oggi vi racconterò un esempio emblematico delle Relazioni istituzionali cui dobbiamo sottostare per andare avanti, per le nostre piccole pesti: stamane la nuova educatrice si reca, come ogni mattino, al posto di controllo per depositare le sue credenziali ed entrare a lavoro nel centro; come capita a molti di noi, la mattina ha la testa intorpidita dal sonno e si dimentica di lasciar fuori il suo telefono (poichè l'ingresso di tel è ovviamente vietato); l'addetta al controllo le chiede, come sempre, se porta con se un telefono e la nostra educatrice, ovviamente, risponde di no! Il controllo stamane è meticoloso e le aprono il borsino con i trucchi, dove trovano......
un telefono!
L'educatrice, sorpresa quanto la poliziotta, cerca di accampare scuse, ma oramai è già tardi; il Tenente di guardia fa il suo ingresso trionfale nella scena, tira fuori la sua postura da comandante e inizia la ramanzina; scriverà poi un informe al Gobernador del Penale sequestrando il telefono e intimando alla nostra educatrice di non tornare per due mesi, come misura punitiva! Fortunatamente Valentina è presente, mi chiama e decidiamo di recarci subito dal Gobernador per risolvere il malinteso, due mesi senza una educatrice significherebbe il disastro e vogliamo trovare una soluzione al più presto.
Il governatore ci accoglie con la solita facciona simpatica, ma presto il sorrisone da buontempone, lascia campo all'espressione severa di un ufficiale di alto grado, una volta che ha ascoltato i fatti. Io e Valentina iniziamo a preoccuparci, poi mi allargo in una battuta con il Colonello: "Mi Coronel, non vorrà mica che mandi in vacanza una educatrice per DUE MESI! Si annoierebbe nello Jungas (tipica località turistica)"
Il Colonello accenna un sorriso, quasi spero che torni su quel visino da cicciottello sorridente, ma subito torna serio e ci dice: "Valentina....Stefano (cazzzzzzarola ci chiama per nome).....pausa.....voi, poi. ci avete comprato quei materassi per le guardie notturne?"
Incredibile con aria della mamma arrabbiata che domanda ai figli se si sono ricordati di fare la spesa per la cena, questo personaggio assurdo, ci sta proponendo l'ennesimo scambio di favori!
L'assurdità della domanda tuttavia, ci fa comprendere che abbiamo la situazione in pugno, io e valentina parliamo quasi all'unisono.....
"Siiiiiiii certo mi Coronel, ne abbiamo portato uno un paio di settimane fa, non ricorda? E io "certo Coronel....poi effettivamente ne abbiamo portato solo uno.....ne servirebbero di più.....possiamo farlo"
Il Coronel finalmente si rilassa, torna il buointempone-macchietta, mima un bimbone che dorme con le mani a mò di cuscino....
"Bene perchè sarebbe carino avere dei cuscini"
mentre continua la sua impeccabile azione mimica, io e la Vale "siiiiiiii ceeeeeerto"
L'omone è chiaramente soddisfatto della trattativa, torna composto e con aria solenne annuncia che, domani, possiamo tornare per sistemare lo spiacevole inconveniente, ritirare il telefono della nostra educatrice e stracciare l'informe che il tenente di guardia scriverà nella notte, proponendo una multa di due mesi di allontanamento dal carcere.....povero imbecil....ma almeno nel prossimo turno di notte dormirà su un materasso e un cuscino nuovo e la mattina, senza pulci e pruriti, forse sarà meno incazzato!

sabato 30 luglio 2011

Entrada Universitaria 2 (video)

Entrada Universitaria

La Entrada Universitaria è una festa folklorica degli studenti universitari di La Paz che si tiene ogni anno a Luglio durante l'ultimo weekend del mese. Si tratta di un evento molto sentito che coinvolge tutta la città, studenti e docenti, divisi per dipartimenti di studi, provano tutto l'anno le coreografie nelle piazze e si danno battaglia facendo sfilare tutte le danze tipiche boliviane; l'energia che si respira è davero frizzante e alcuni ammiratori si svegliano all'alba per garantirsi un posto in prima fila per la sfilata, che dura initerrottamente dalle 9 alle 17....per tutto il centro cittadino....immaginate voi stessi la quantità di ballerini coivolti. D'altrode da buona popolazione latina, quella boliviana non rinuncia mai a fare festa ballando e il risultato è una bolgia infernale che dura senza sosta tutto il sabato e la domenica, poichè, finita la sfilata, i gruppi di ballo si danno appuntamento prima nei pressi dello stadio per riunirsi ad amici, conoscenti e bottiglie di alchool e poi nei diversi locali della movida per continuare fino al'alba!
Anche noi ci svegliamo presto, la notte prima, un amico della nostra vicina, previo compenso, ci ha prenotato dei sedili sul palco principale e alle 10 l'abbiamo raggiunto per unirci alla festa, che mentre vi scrivo, continua ad infiammare la città...pertanto vi lascio alle prime foto e torno alla mia Entrada
























un abbraccio a tutti

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